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Incontri a Ramallah - "Quella stronza della Rice..."

Ho girovagato per ore, assieme al vento di Giudea, per le strade di Ramallah.
Caldo, città deserta, tutto chiuso per protesta: contro la visita del Segretario di Stato, e contro quel che sta succedendo a Gaza. Manifestazioni, ma da una certa distanza, tutt'attorno alla Mukata blindatissima in attesa di Condi. Incontro un mio vecchio conoscente palestinese. Venticinque anni, inglese fluente, giro Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Quando lo conobbi collaborava con Indymedia. Come stai? Come stai? Bene. Bene. "Quella stronza - usa la parola "bitch", vedete voi se la traduzione vi suona meglio con "cagna" o "puttana" - è qui, e non ci lasciano gridare la nostra rabbia". Da sottotesto, come un basso continuo, arrivano grida che inneggiano a Nasrallah, tra i manifestanti.
Mi avvio verso le grida, un nugulo di manifestanti prova a forzare il blocco di quell'armata Brancaleone che è la polizia palestinese. Vedo una mia conoscente, una fotografa freelance francese, che non deve vendere molte foto perchè - mi dice - ora insegna francese in una scuola. Ricordo che anni fa, in un capodanno improbabile, quando ci conoscemme a Gerusalemme est, litigammo su uan questione del tipo: l'esistenza di Bin Laden e Al qaeda. Io, ingenuamente occidentale, pensavo che la risposta fosse sì. Lei, coscientemente terzomondista, era certa che la risposta fosse no. "Quella stronza (sempre "bitch") - mi dice oggi - è qui, e ci proibiscono di farle sentire la nostra voce". 

Di luce riflessa, si illumina quel capodanno.Quando la solidarietà e l'empatia verso un popolo diventano nevrosi identificativa - mischiata a senso di colpa? o a semplice antisemitismo? - va a finire così: che ci si convince che la Cnn dica solo stronzate, e dalle parti di Al Jazira soffi il vento della verità.

j.t. 

Pubblicato il 25/7/2006 alle 16.41 nella rubrica Diario.

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