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10 dicembre 2004


Che prescrizione sarà? discutendone con Stebaldo.


Jac – assolto. Direi meno male

  stebaldo - precrizione. giusto?

jac - esattamente... non c'erano cazzi, era prescritto, e da un po'

stebaldo - dunque si dovrebbe dimettere?

jac - se, figurati....

stebaldo - ah no?

jac – Beh, da un lato, rimane vero che la prescrizione è sempre rinunciabile da parte dell'imputato.... se vuole può sempre addivenire ad un giudizio di merito.

Stebaldo – dunque, al limite, potrebbe riaprire la cosa?

jac – D’altro canto, il giudizio di proscioglimento per prescrizione non dice nulla, tecnicamente parlando, nel merito della colpevolezza. Non è vero che è compiutamente accertato un reato, dice piuttosto che non si può dire con certezza che non ci sia stato reato. E visto che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva....non può riaprirla, può rinunciare preventivamente. Ma stai sicuro che non lo farà, come non l’ha mai fatti, fino ad ora.

stebaldo - dunque spiegami, ora che succede? Si va in appello?

jac - succede che il cittadino Berlusconi è stato assolto. Si va in appello solo se un pm particolarmente ‘convinto’ sostiene che il reato non era prescritto, oppure che andava qualificato in modo diverso e più grave, ragion per cui la prescrizione non sarebbe ancora pienamente compiuta. Ma dal punto di vista di vista giudiziario non se ne viene fuori. I cazzi sono tutti politici, perchè hanno usato strumenti dilatori extraprocessuali (vedi approvare leggi ad hoc), per essere sicuri di vedere il reato prescritto

Stebaldo - Massimo Giannini (la Repubblica) ha appena dichiarato a Radio2 che la prescrizione vuol dire 'che il reato c'è stato' etc. etc..

Jac - non è vero, è assolutamente impreciso, dal punto di vista scientifico. La prescrizione vuol dire che allo stato dei fatti e degli atti c'erano elementi per proseguire il procedimento, magari fattualmente per condannarlo... ma a prendere sul serio l'art 27 della costituzione, il reato non c'è fino a sentenza definitiva. E, per definizione, quando si va in prescrizione non si arriva a sentenza definitiva.

Stebaldo – la Finocchiaro (responsabile giustizia ds) si è detta d'accordo con giannini

Jac - beh, un conto è il diritto spiegato in tivvù, un conto è il diritto dei giuristi... io s questo non cedo, perchè è una questione di garantismo che non sono disposto a discutere, neanche se l'imputato è il cav...

Stebaldo - beh è interessante quello che dici,

Jac - come dire: in questa fase del percorso giudiziario si può dire che il reato fosse accertato. STORICAMENTE - e quindi, se vuoi, dal punto di vista di uno storico, o di un giornalista - berlusconi e soci hanno fatto questo e quello. Ma dal punto di vista giuridico, un reato ha effetti giuridici permanenti se pienamente accertato in giudizio. Questo dice la costituzione...

Stebaldo - Guzzanti sembra d'accordo con te

Jac - andiamo bene... magari fosse almeno Corrado

Stebaldo - no è il padre

Jac - non dubitavo

Stebaldo - dunque possiamo dire che i giudici hanno terminato la guerra di logoramento

 jac - si, decisamente... mi rendo conto che dal punto di vista politico la questione non si possa liquidare con i tecnicismi da leguleio di cui sopra, ma dico anche che i principi di garanzia - che riguardano anche me e te - non si possano svendere perché c'è di mezzo la politica.

Stebaldo -  e ora la parola passa alla politica per il colpo di grazia, ma la domanda è: com'è uscito il cav.? ferito a morte o più forte?

Jac -  eh, questo dimmelo tu....

Stebaldo - dipende dal lavoro degli spin doctor probabilmente, ora parte la campagna

Jac - il mio punto di vista è che solo una condanna piena e definitiva riuscirebbe a indebolirlo... qui c'è sempre di mezzo l'interpretabile, il discutibile... e la gente è stanca

Stebaldo - la mia sensazione è che sia andata bene al centrosinistra

Jac - guarda, io credo che ormai il centrosinistra abbia fatto, sulla questione giustiizia -berlusconi, tutte le sciocchezze possibili... certo, una condanna sarebbe stata un bel casino, un'assoluzione con formula piena pure... così ognuno dirà la sua, e forse la questione non spariglierà i piani di nessuno.

Stebaldo - infatti, in questo sono stati bravi i giudici. O non avevano altre strade?

Jac - no, penso proprio che la partita fosse proprio chiusa, tecnicamente parlando... anche la richiesta della Boccassini - otto anni - non suffragava in fondo la possibilità che i reati non fossero prescritti....

Stebaldo - cioè?

Jac - cioè, la gravità dei reati è la misura della lunghezza dei termini prescrizionali. Più sono gravi, e più lunghi sono i tempi (vedi 157 c.p. ss) .. ora, i fatti risalivano a moltissimi anni fa, e sarebbe servita, ad evitare la prescrizione, una qualificazione teorica più grave... l'indicazione di 8 anni data dalla Boccassini non è direttamente rilevante, perché la valutazione spetta ai giudici, ma certo dà l'idea di fatti che si prescrivono in meno di vent'anni...


Stebaldo - dunque i pm ci sarebbero andati leggeri?

Jac -  no no ... i pm ci sono andati giusti, otto anni sono un mare di tempo, in realtà, per reati finanziari o da "colletti bianchi"... La Boccassini ha fatto una requisitoria bellissima, ma un po' troppo "colorata"... io avrei evitato i passaggi sul "presidente del consiglio che mente a tutti gli italiani", ad esempio. Ma la guerra, giuridicamente, era persa. E lei e Colombo ne erano assolutamente coscienti. Se i giudici avessero accolto la teorica dell'accusa, probabilmente, con tutte le aggravanti paventate, non avrebbero potuto dichiarare il reato prescritto... non a questo giro. L'agonia sarebbe durata ancora qualche anno, ma il destino del processo era quello: sono anni che Pecorella (allievo di uno dei più grandi penalisti italiani) e soci lavoravano a questo scopo. Invece i giudici hanno accertato l’esistenza di attenuanti generiche, che è un altro bel “ribasso” nel calcolo dei termini. Ma – ripeto – se anche avessero seguito l’accusa fino in fondo, la prescrizione sarebbe arrivata, al prossimo grado di giudizio, semmai.

Stebaldo - ho capito, ma fammi capire di più, perché la prescrizione impedisce di stabilire se con certezza ci sia stato un reato? perché i tempi sono stati tali da inquinare prove o altro..? o.. ?

Jac - eh, questo è un bel casino.... l'idea di fondo della prescrizione, la ratio che fonda l'istituto è: "dopo tanti anni non ha senso punire chi magari è risocializzato" ma anche: "dopo tanti anni il processo non può svolgersi in modo regolare". E ancora: "non si può tenere la gente sub iudice sine die". ora, in casi come questi, probabilmente, nessuna delle ratio elencate ha alcun senso. Berlusconi è risocializzato? beh, sì, che vuol dire... Le prove non sono limpide? direi di no, i pm avevano ragioni da vendere e la difesa si è difesa DAL processo, molto più che NEL processo... la questione è che la norma costituzionale prevede che nessuno sia colpevole fino a sentenza definitiva, cioè passata in giudicato. Sentenza di colpevolezza, ovviamente. Mentre il proscioglimento per prescrizione è una sentenza di assoluzione, anche quando - come in questo caso - riconosce uno o più elementi di colpevolezza.

Stebaldo - perché? li riconosce? come fai a dirlo? già è uscito il dispositivo?

Jac - beh, quantomeno siamo certi che non sia un'assoluzione con formula piena. E visto che i giudici, se hanno gli elementi dell'insussistenza del reato, devono emettere una declaratoria di piena assoluzione, e non di prescrizione, possiamo evincere che alcuni elementi di colpevolezza siano riconosciuti... poi, certo, le sfumature le vedremo solo in sede di dispositivo e motivazioni. L'art 469 c.p.p., secondo il principio generale del 129 c.p.p., dispone che c'è sempre un favor: se il fatto non sussiste o l'imputato non l'ha commesso o il fatto non costituisce o reato, o non è preveduto dalla legge come reato ecc ecc, si deve procedere alla declaratoria di merito, mentre quella della prescrizione ha un carattere più apertamente processuale, e meno sostanzialistico. Dopodiché, la costituzione rimane lì, a dirti che, sostanziale o processuale che sia l'istituto, il non-condannato con sentenza definitiva è un non-colpevole, cioè un innocente... poi, però, c'è la questione degli eventuali effetti civili del fatto di reato, che invece sopravvivono all'estinzione per prescrizione. E questo è un punto nodale non da poco.


Stebaldo - per effetti civili intendi 'politici’?

Jac - no no, intendo economici... risarcimenti, danni finanziari ed eventualmente morali. Ecco, questa dei danni morali è una crepa di sistema, perché questi sono risarcibili (2059 c.c., se non ricordo male) solo se c'è stato un "reato"... ma lo rimangono anche se il reato - estinto, ad esempio per prescrizione, e come tale riconosciuto da un giudice penale - viene dichiarato sussistente da un giudice civile.

 stebaldo - la Casa delle Libertà sta già cavalcando la sentenza, che dici? autogol?

Jac – normale, ma la questione al di là delle solite beghe è un’altra: che tensione si dà tra la vicenda tecnico-giuridica e la sua rilevanza storico-politica?

Stebaldo – spiegati meglio

jac - Vedi, la prescrizione è istituto strano, apparentemente un costrutto giuridico ipertecnico che certo non può appassionare le masse.  Ora, se guardiamo a quando è diventata, storicamente, un "problema" pubblico, forse, possiamo capire meglio anche questa vicenda. La prescrizione ha agitato un intero paese - la Germania – nei suoi momenti chiave. Sia, decenni fa, durante la transizione post-nazista, sia, negli ultimi tre lustri, quando i criminali di Stati erano rossi, e non neri. In Italia, Togliatti e l'amnistia da un lato, e la "mancata Norimberga italiana", dall'altro, hanno evitato, allora, che la tematica si ponesse come problema pubblico.

Stebaldo – fino a tangentopoli..

Jac - esatto, con tangentopoli: intasamento della giustizia penale sistematica, e la prescrizione smette di essere un rimedio   eccezionale a disfunzioni "patologiche". In tutti questi casi - che ovviamente non equiparo dal punto di vista storiografiche, ma che sono però accomunati da tratti giuridici e tecnici simili - la prescrizione pone il problema del rapporto tra etica politica (o pubblica, se preferisci) e diritto. Io non smuoverei di un centimetro l'asse giuridico: o cambiamo la Costituzione, o il cittadino prosciolto per prescrizione è - tecnicamente - un non colpevole.

Stebaldo – e se il cittadino è – mettiamo il caso - presidente del consiglio?

Jac – eh, allora dovrebbe spiegare perché ha deciso di non avvalersi della facoltà di rinunciare alla prescrizione - sancita nel 1971 dalla Corte Costituzionale - che esiste apposta per quanti siano desiderosi (o convinti) di ottenere un'assoluzione con formula piena. Il fatto che i vari gendarmi del Presidente esultino indica solo una cosa: che il vizio di confondere verità politica e letture storiografiche, o discussioni processuali e battaglie politiche non è un vizio sussistente solo a sinistra.

Stebaldo – insomma, portare il discorso un livello più alto forse significava non aver perso tutto questo tempo..

Jac – sarebbe stato porre l’accento su una questione nodale, di confine tra diritto e politica politicata...

Stebaldo – sarebbe stato

Jac–già sarebbe stato..




permalink | inviato da il 10/12/2004 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa
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